Ieri a Pavia, Brescia, Bergamo, Lecco e Milano con Franceschini
Ieri è stata una giornata molto intensa. Partenza alle 6.30 per Linate dove abbiamo atteso Dario Franceschini per il lungo tour elettorale che ci ha portato a Pavia (al mercato sotto Piazza Vittoria), a Brescia (in Piazza Loggia per ricordare le vittime della bomba del 28 maggio 1974), a Bergamo (presso il dopolavoro ferroviario) e poi, via treno, alla stazione di Calolziocorte nel lecchese. Tanta gente e tanta voglia di darsi da fare sul territorio. Buoni segni, insomma.
Oggi a Cinisello e Lodi
PER UN “EQUAL PAY DAY” ALL’ITALIANA.
Chissà quante sono le Lilly Ledbetter italiane. Chissà quante sono anche nel nostro paese le donne che vengono pagate meno dei colleghi uomini, a parità di lavoro, per il solo fatto di essere donne. Probabilmente qualcuno penserà poche, dopo aver visto alcune statistiche di Eurostat che danno all’Italia la palma di nazione maggiormente virtuosa in Europa con “solo” un 4,4% in più a favore dei lavoratori maschi mentre in Francia il gap è del 15,8%, in Inghilterra del 21,1, in Germania del 23 e in Estonia, fanalino di coda, di più del 30%. Certo qualcuno penserà che ci sia finalmente un ambito di cui essere orgogliosi. E spiace un po’ dover mettere il semaforo rosso all’entusiasmo in un momento in cui forse di entusiasmi ci sarebbe bisogno. Perché purtroppo per le lavoratrici (e quindi per tutto il mondo del lavoro) le cose non stanno così e sotto la patina di quel 4,4% si nascondono realtà ben diverse. Il dato italiano è infatti drogato da una verità che è sotto gli occhi di tutti, ovvero che sono ancora poche le donne che hanno un lavoro fisso. Quindi, come al solito, non si tiene conto del precariato e di tutto il mondo che con la precarietà, così come viene vissuta oggi, ha a che fare. E non parliamo neppure di tutte quelle donne che un accesso al mondo del lavoro, quale che sia, non lo vedono neanche col binocolo: saremmo costretti a guardare con molto meno entusiasmo a quel 4,4% in apparenza tanto gratificante.Non credo che le cause di ciò siano, come pure è stato sostenuto in questi giorni, di natura “psicologica” (la psicologia femminile non si occuperebbe del problema retributivo… mah…) mentre mi pare più ragionevole l’ipotesi che sia già talmente complicato l’accesso per una donna a un lavoro qualsiasi che viene poi naturale – purtroppo – abbassare la testa davanti allo stipendio per poter concorrere a ruoli e a spazi che per un lavoratore sono e dovrebbero essere ovvi. Il fatto è che la situazione è questa e che sarebbe forse opportuno dare una scossa su questi temi magari organizzando, come già in altri Paesi europei dove il problema è sentito in modo drammatico, un “Equal Pay Day” all’italiana. Sento già la domanda: a cosa servirebbe? Intanto a dare un segnale, poi a lanciare qualche proposta concreta per uscire da una impasse francamente inaccettabile a questo punto: non dimentichiamo che non sono poche le lavoratrici italiane che hanno perso il posto di lavoro o che stanno per andare in cassa integrazione e che si trovano magari a dover affrontare una specie di dura competizione con le badanti straniere. Né dimentichiamo che la cura di bambini, anziani, “della casa” è un’incombenza che pesa spesso (sempre?) sulle spalle femminili della famiglia. Occorrono risposte concrete, strategie: potenziare le forme di aiuto alle lavoratrici rappresentate dagli Asili-nido per esempio, o ancora incentivare sul serio forme di lavoro part-time, in altre parole agire all’interno delle cosiddette politiche conciliative che consentano alle donne di eliminare gli ostacoli che limitano le loro possibilità di accesso al mondo del lavoro. Il caso di Lilly Ledbetter ha portato, in America, alla firma di un’importante legge sull’equità salariale, la prima legge firmata dal Presidente Obama, una legge che porta il nome di questa donna tenace. Non si può continuare a fingere di non sapere che il tema della conciliazione è un tema sociale, non femminile, un tema che coinvolge tutti perché coinvolge “l’ecosistema famiglia”: un “Equal Pay Day” potrebbe ricordare a tutti noi che di Lilly Ledbetter ce ne sono tante anche in Italia, e soprattutto potrebbe finalmente consentire di fare qualcosa di concreto per i loro diritti. Ovvero per i diritti di tutti.
TERREMOTO IN ABRUZZO: AIUTIAMOLI
Già nelle ore immediamente successive al terremoto che ha colpito l'Abruzzo il Pd su tutto il territorio nazionale si è mobilitato sia per inviare volontari che per fare arrivare i primi materiali necessari al soccorso. Nelle prossime settimane è necessario tenere viva l'attenzione del dramma di migliaia di famiglie sfollate. La cosa che ci pare più utile è continuare a raccogliere fondi da versare alla Caritas nazionale per i tanti progetti di aiuto programmati. Trovate gli estremi dei conti correnti sul nostro sito www.pdlombardia.it oppure su www.partitodemocratico.it
Federalismo: grazie al Pd superata la demagogia della devolution
Domani con i lavoratori della SanPellegrino.
ELECTION-DAY! RISPARMIARE 460 MILIONI DI EURO!
Oggi a Rho in occasione dell'Assemble nazionale dei Giovani Democratici abbiamo lanciato la campagna a sostegno dell'Election-Day. Si risparmierebbero ben 460 milioni di euro da destinare alle forze dell'Ordine! trovate la cartolina anche al link qui sotto.
La nostra presenza alla Comital con i lavoratori
Venerdì scorso con altri del Pd di Bergamo sono stato alla Comital, una delle aziende che in bergamasca stanno per chiudere. Nei prossimi giorni speriamo di potere dare una mano ai lavoratori interessati da questa vicenda anche se la strada sembra proprio tutta in salita.
http://www.bergamonews.it/gallerie/index.php?id=580
Sicurezza: i fatti e la propaganda di Palazzo Chigi
Saviano su ciò che è accaduto in questi giorni
Riporto qui sotto il link che rimanda all'articolo scritto oggi da Roberto Saviano per Repubblica. Sono parole condivisibili, che fanno riflettere molto.
Eluana: Leggi sulle questioni eticamente sensibili spettano al Parlamento
Non si capisce quale competenza e titolarità possa avere il Governo, nell'esercizio dei poteri che gli assegna la Costituzione, per intervenire su una materia la cui disciplina, per la natura controversa che la contraddistingue, ha nel Parlamento la sede più appropriata.
Casi difficili come quello di Eluana non possono essere risolti con un decreto legislativo di un solo articolo da approvare a colpi di maggioranza.
La soluzione delle questioni eticamente sensibili richiede la ricerca di un compromesso alto, che solo una discussione equilibrata in sede parlamentare è in grado di assicurare. Il grave conflitto istituzionale che rischia di aprirsi in seguito al ricorso da parte del Governo al decreto legge può costituire un pesante ostacolo sulla ricerca di una soluzione legislativa adeguata. E Berlusconi ne porta tutte le responsabilità.
Sicurezza: quando la demagogia provoca intolleranza e insicurezza
E' un provvedimento totalmente demagogico, incurante del principio ippocratico e della deontologia professionale di tutti gli operatori sanitari (che non sono spie...), ma è soprattutto una misura che rischia di essere controproducente per la sicurezza e la tutela sanitaria di tutti i cittadini, lombardi e italiani, non solo degli immigrati.
Flessibilità sicura: il coraggio di sperimentare
Inizio nuovo Blog
Ho avuto diversi problemi tecnici con il mio vecchio blog quindi ho pensato di aprirne uno nuovo in questi giorni sperando di poter continuare a scrivere senza intoppi. A presto!