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mauriziomartina

Oggi a Dalmine e Clusone

Generale — Inviato da mauriziomartina @ 17:42
Questo pomeriggio alle 18.00 tappa a Dalmine con Enrico Letta. Poi alle 21,00 in alta valle seriana a Clusone.

Ieri a Pavia, Brescia, Bergamo, Lecco e Milano con Franceschini

Generale — Inviato da mauriziomartina @ 17:35

Ieri è stata una giornata molto intensa. Partenza alle 6.30 per Linate dove abbiamo atteso Dario Franceschini per il lungo tour elettorale che ci ha portato a Pavia (al mercato sotto Piazza Vittoria), a Brescia (in Piazza Loggia per ricordare le vittime della bomba del 28 maggio 1974), a Bergamo (presso il dopolavoro ferroviario) e poi, via treno, alla stazione di Calolziocorte nel lecchese. Tanta gente e tanta voglia di darsi da fare sul territorio. Buoni segni, insomma.


Oggi a Cinisello e Lodi

Generale — Inviato da mauriziomartina @ 15:03
Questo pomeriggio alle 17,00 vado a Cinisello per una iniziativa elettorale in piazza. Poi alle 21,00 sarò a Lodi per sostenere il nostro candidato Presidente Osvaldo Felissari (www.felissaripresidente.it)

PER UN “EQUAL PAY DAY” ALL’ITALIANA.

Generale — Inviato da mauriziomartina @ 21:57

Chissà quante sono le Lilly Ledbetter italiane. Chissà quante sono anche nel nostro paese le donne che vengono pagate meno dei colleghi uomini, a parità di lavoro, per il solo fatto di essere donne. Probabilmente qualcuno penserà poche, dopo aver visto alcune statistiche di Eurostat che danno all’Italia la palma di nazione maggiormente virtuosa in Europa con “solo” un 4,4% in più a favore dei lavoratori maschi mentre in Francia il gap è del 15,8%, in Inghilterra del 21,1, in Germania del 23 e in Estonia, fanalino di coda, di più del 30%. Certo qualcuno penserà che ci sia finalmente un ambito di cui essere orgogliosi. E spiace un po’ dover mettere il semaforo rosso all’entusiasmo in un momento in cui forse di entusiasmi ci sarebbe bisogno. Perché purtroppo per le lavoratrici (e quindi per tutto il mondo del lavoro) le cose non stanno così e sotto la patina di quel 4,4% si nascondono realtà ben diverse. Il dato italiano è infatti drogato da una verità che è sotto gli occhi di tutti, ovvero che sono ancora poche le donne che hanno un lavoro fisso. Quindi, come al solito, non si tiene conto del precariato e di tutto il mondo che con la precarietà, così come viene vissuta oggi, ha a che fare. E non parliamo neppure di tutte quelle donne che un accesso al mondo del lavoro, quale che sia, non lo vedono neanche col binocolo: saremmo costretti a guardare con molto meno entusiasmo a quel 4,4% in apparenza tanto gratificante.Non credo che le cause di ciò siano, come pure è stato sostenuto in questi giorni, di natura “psicologica” (la psicologia femminile non si occuperebbe del problema retributivo… mah…) mentre mi pare più ragionevole l’ipotesi che sia già talmente complicato l’accesso per una donna a un lavoro qualsiasi che viene poi naturale – purtroppo – abbassare la testa davanti allo stipendio per poter concorrere a ruoli e a spazi che per un lavoratore sono e dovrebbero essere ovvi. Il fatto è che la situazione è questa e che sarebbe forse opportuno dare una scossa su questi temi magari organizzando, come già in altri Paesi europei dove il problema è sentito in modo drammatico, un “Equal Pay Day” all’italiana. Sento già la domanda: a cosa servirebbe? Intanto a dare un segnale, poi a lanciare qualche proposta concreta per uscire da una impasse francamente inaccettabile a questo punto: non dimentichiamo che non sono poche le lavoratrici italiane che hanno perso il posto di lavoro o che stanno per andare in cassa integrazione e che si trovano magari a dover affrontare una specie di dura competizione con le badanti straniere. Né dimentichiamo che la cura di bambini, anziani, “della casa” è un’incombenza che pesa spesso (sempre?) sulle spalle femminili della famiglia. Occorrono risposte concrete, strategie: potenziare le forme di aiuto alle lavoratrici rappresentate dagli Asili-nido per esempio, o ancora incentivare sul serio forme di lavoro part-time, in altre parole agire all’interno delle cosiddette politiche conciliative che consentano alle donne di eliminare gli ostacoli che limitano le loro possibilità di accesso al mondo del lavoro. Il caso di Lilly Ledbetter ha portato, in America, alla firma di un’importante legge sull’equità salariale, la prima legge firmata dal Presidente Obama, una legge che porta il nome di questa donna tenace. Non si può continuare a fingere di non sapere che il tema della conciliazione è un tema sociale, non femminile, un tema che coinvolge tutti perché coinvolge “l’ecosistema famiglia”: un “Equal Pay Day” potrebbe ricordare a tutti noi che di Lilly Ledbetter ce ne sono tante anche in Italia, e soprattutto potrebbe finalmente consentire di fare qualcosa di concreto per i loro diritti. Ovvero per i diritti di tutti.

 

TERREMOTO IN ABRUZZO: AIUTIAMOLI

Generale — Inviato da mauriziomartina @ 17:54

Già nelle ore immediamente successive al terremoto che ha colpito l'Abruzzo il Pd su tutto il territorio nazionale si è mobilitato sia per inviare volontari che per fare arrivare i primi materiali necessari al soccorso. Nelle prossime settimane è necessario tenere viva l'attenzione del dramma di migliaia di famiglie sfollate. La cosa che ci pare più utile è continuare a raccogliere fondi da versare alla Caritas nazionale per i tanti progetti di aiuto programmati. Trovate gli estremi dei conti correnti sul nostro sito www.pdlombardia.it oppure su www.partitodemocratico.it

 


Federalismo: grazie al Pd superata la demagogia della devolution

Generale — Inviato da mauriziomartina @ 01:42
In questi mesi di lavoro approfondito sulla proposta di legge delega per il federalismo si è misurato concretamente il ruolo dei Democratici per una vera riforma dello Stato. Dall’opposizione, deputati e senatori del Pd hanno svolto il loro ruolo al meglio, incalzando e modificando nella sostanza l’approccio che la maggioranza aveva originariamente espresso su questa materia decisiva. Così si è passati dalle sparate propagandistiche sulla devolution ad un testo certamente più in sintonia con la riforma del titolo V della Costituzione che noi per primi abbiamo voluto. Senza il contributo del Pd, quindi, non si sarebbe prodotto questo cambio di passo. Occorrerà per questo continuare anche in futuro ad incalzare nel merito questa maggioranza che non può certo cavarsela con posizioni buone solo per la propaganda.

Domani con i lavoratori della SanPellegrino.

Generale — Inviato da mauriziomartina @ 02:26
Domani mattina davanti ai cancelli della Sanpellegrino, la notissima azienda di acque minerali, si terrà l'assemblea dei lavoratori dello stabilimento di Valle. La direzione nelle scorse settimane ha comunicato il ridimensionamento del personale ed ora a rischiare il posto sono in tanti purtroppo.

ELECTION-DAY! RISPARMIARE 460 MILIONI DI EURO!

Generale — Inviato da mauriziomartina @ 02:20

Oggi a Rho in occasione dell'Assemble nazionale dei Giovani Democratici abbiamo lanciato la campagna a sostegno dell'Election-Day. Si risparmierebbero ben 460 milioni di euro da destinare alle forze dell'Ordine! trovate la cartolina anche al link qui sotto.

 http://www.partitodemocratico.it/dettaglio/74009/Presidente,_questa_%C3%A8_un%27emergenza_-_La_cartolina


La nostra presenza alla Comital con i lavoratori

Generale — Inviato da mauriziomartina @ 15:11

Venerdì scorso con altri del Pd di Bergamo sono stato alla Comital, una delle aziende che in bergamasca stanno per chiudere. Nei prossimi giorni speriamo di potere dare una mano ai lavoratori interessati da questa vicenda anche se la strada sembra proprio tutta in salita.

http://www.bergamonews.it/gallerie/index.php?id=580

 

 


Sicurezza: i fatti e la propaganda di Palazzo Chigi

Generale — Inviato da mauriziomartina @ 21:44
Il Presidente del Consiglio presentando il provvedimento anti-stupri ha confermato candidamente che il Governo si e' mosso "per il clamore suscitato dai recenti episodi". Come a dire, insomma, che senza i titoli dei giornali non ci avrebbero perso molto tempo. Questa affermazione rivela più di tante parole l'atteggiamento con il quale la destra si muove in materia di sicurezza: più propaganda si fa, meglio e'. Il pacchetto recentemente approvato e' la dimostrazione di questo stile. In particolare le ronde vengono utilizzate come fumo negli occhi della gente esattamente come i militari in città qualche mese fa. Eppure anche in materia di sicurezza partecipata si potrebbe fare molto a patto che nessuno si metta in testa di sostituire lo Stato con il "fai da te". Quando invece si pensano questi strumenti per supplire altre mancanze il rischio è alto. Da parte di un Governo prima di tutto ci si aspetterebbe una risposta forte a sostegno delle forze dell’Ordine e della certezza della pena. Ma proprio su questi fronti l’esecutivo Berlusconi non e' per nulla credibile: in poco meno di dodici mesi ha tagliato soldi, personale e mezzi alle forze di sicurezza. Qualche esempio pratico? A Brescia sono stati tolti 35 agenti di Polizia insediati qualche anno fa con il Ministro Amato e altri 40 Agenti non verranno sostituiti nel prossimi triennio a causa del blocco delle assunzioni. A Milano ben 120 nuovi agenti municipali stanno ancora aspettando di entrare in servizio perché il Comune non trova i fondi necessari. E così purtroppo in tante realtà.Si capisce bene allora la differenza tra la propaganda e la realtà dei fatti

Saviano su ciò che è accaduto in questi giorni

Generale — Inviato da mauriziomartina @ 20:41

Riporto qui sotto il link che rimanda all'articolo scritto oggi da Roberto Saviano per Repubblica. Sono parole condivisibili, che fanno riflettere molto.

 http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/cronaca/eluana-englaro-5/saviano-scuse-beppino/saviano-scuse-beppino.html


Eluana: Leggi sulle questioni eticamente sensibili spettano al Parlamento

Generale — Inviato da mauriziomartina @ 01:13
 

Non si capisce quale competenza e titolarità possa avere il Governo, nell'esercizio dei poteri che gli assegna la Costituzione, per intervenire su una materia la cui disciplina, per la natura controversa che la contraddistingue, ha nel Parlamento la sede più appropriata.

Casi difficili come quello di Eluana non possono essere risolti con un decreto legislativo di un solo articolo da approvare a colpi di maggioranza.

La soluzione delle questioni eticamente sensibili richiede la ricerca di un compromesso alto, che solo una discussione equilibrata in sede parlamentare è in grado di assicurare. Il grave conflitto istituzionale che rischia di aprirsi in seguito al ricorso da parte del Governo al decreto legge può costituire un pesante ostacolo sulla ricerca di una soluzione legislativa adeguata. E Berlusconi ne porta tutte le responsabilità.


Sicurezza: quando la demagogia provoca intolleranza e insicurezza

Generale — Inviato da mauriziomartina @ 01:07
L'emendamento che cancella il divieto da parte dei medici di denunciare gli immigrati senza permesso di soggiorno è  vergognoso e barbaro perché umilia e spinge ai margini persone che invece dovrebbero essere accolte.

E' un provvedimento totalmente demagogico, incurante del principio ippocratico e della deontologia professionale di tutti gli operatori sanitari (che non sono spie...), ma è soprattutto una misura che rischia di essere controproducente per la sicurezza e la tutela sanitaria di tutti i cittadini, lombardi e italiani, non solo degli immigrati.
Indurre un immigrato che necessita di cure a non ricorrere ai medici per paura di essere denunciato viola l'articolo 32 della Costituzione che contempla il diritto individuale in quanto diritto umano di base (a prescindere dallo status giuridico) e l'interesse della collettività. Inoltre si rompe il rapporto fiduciario tra i pazienti che devono ricorrere alle cure sanitarie e le strutture ospedaliere. In questo modo c'è il pericolo che nascano percorsi sanitari paralleli che sfuggono al controllo del Servizio Sanitario Nazionale, con il rischio che si diffondano malattie infettive a scapito della salute pubblica.
Non è certo con leggi intolleranti come queste che si governano i flussi migratori. Per questo come democratici ci chiediamo come gli esponenti della maggioranza, laici ma anche cattolici, possano aver votato una simile bruttura legislativa, che lede la dignità della persona umana.


Flessibilità sicura: il coraggio di sperimentare

Generale — Inviato da mauriziomartina @ 00:33
Un mondo diviso a metà: è questa la condizione effettiva in cui si trova oggi il mercato del lavoro italiano, sempre più diviso al suo interno fra lavoratori garantiti e non garantiti. Circa nove milioni di lavoratori sono infatti tutelati dai meccanismi di protezione consolidatisi negli anni mentre altri nove milioni di cittadini stanno, ancora oggi, al di fuori di qualsiasi rete di sostegno. Basterebbe questa istantanea per comprendere quanta strada vada ancora percorsa per disporre di un mondo  del lavoro davvero includente ed equo. Una politica riformista forte e riconoscibile deve poter esprimere, proprio su questo nodo irrisolto, il massimo della sua proposta modernizzatrice; e il Partito democratico può essere il motore di questo sforzo teso a sperimentare soluzioni percorribili per superare uno stato di fatto insostenibile tanto più di fronte alla crisi che stiamo attraversando. Soprattutto oggi, dunque, occorrono risposte forti in grado di ridistribuire protezioni e flessibilità necessarie. Nel panorama degli interventi possibili va in questo senso l’idea della sperimentazione di un unico contratto a tempo indeterminato. Si tratta di una proposta che potrebbe essere applicata mediante diverse soluzioni: nel corso del tempo diversi autorevoli studiosi hanno avanzato ipotesi al riguardo e credo che a questo punto spetti proprio al Partito Democratico mettere a punto una iniziativa operativa, capace di raccogliere l’attenzione del mondo del lavoro e dell’impresa. Su quali pilastri può poggiare questa iniziativa? E’ utile, in proposito, riprendere in particolare tre temi centrali del ragionamento avanzato anche recentemente da Pietro Ichino. Il primo tema: il contratto a tempo indeterminato verrebbe applicato a tutte le nuove assunzioni a partire da una data prossima futura, stabilendo una sorta di “punto zero”, senza intaccare perciò le situazioni lavorative oggi esistenti. Il secondo tema riguarda l’introduzione di un meccanismo di protezione progressivo in relazione all’anzianità a partire dall’istituzione di un periodo d’ingresso di sei mesi. Dopo tale periodo verrebbe garantita l’applicazione delle norme vigenti in caso di licenziamento disciplinare, discriminazione e per qualsiasi motivo illecito, mentre, in caso di cessazione per motivi economici od organizzativi, si istituirebbe un indennizzo crescente con l’anzianità di servizio. Il terzo e ultimo cardine è costituito da una vera e propria assicurazione contro la disoccupazione, sul modello nordeuropeo, totalmente finanziata dalle imprese secondo il criterio bonus/malus: più l’imprenditore vi farà ricorso, maggiore sarà il contributo che dovrà versare all’ente bilaterale chiamato a gestire il fondo. A me pare che a partire proprio da queste tre proposte-guida si possa riconoscere il cuore di un ragionamento forte per riformare in profondità le politiche del lavoro in Italia. Naturalmente la discussione è solo aperta e va ulteriormente approfondita. Una proposta complessiva e ben articolata deve poter essere irrobustita innanzitutto attraverso il confronto con le parti sociali interessate. Ma per il Pd questo può essere un tema di svolta e bene a fatto Veltroni ha rilanciarlo anche durante l’ultima direzione nazionale. In diverse occasioni abbiamo giustamente parlato della necessità di un riformismo riconoscibile, forte, addirittura radicale nella sua capacità di proposta. Ecco, sperimentare questa idea per affermare una flessibilità sicura dei lavori può rappresentare la prima traduzione pratica di questo impegno verso il paese. In particolare verso quelle migliaia di giovani che aspettano idee concrete in grado di sostenerli e valorizzarli nella vita di tutti i giorni. Discutiamone, dunque, anche in vista della conferenza programmatica nazionale perchè i Democratici hanno tra le loro file le energie utili per promuovere questo cambio di passo. 

Inizio nuovo Blog

Generale — Inviato da mauriziomartina @ 00:28

Ho avuto diversi problemi tecnici con il mio vecchio blog quindi ho pensato di aprirne uno nuovo in questi giorni sperando di poter continuare a scrivere senza intoppi. A presto!


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